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13 marzo 2012

URGENTE! UNA CASA PER BEBO

LIETO FINE!!

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E’ successo davvero. E’ successo quello che ognuno di noi, in silenzio, sperava ardentemente

La famiglia che ha ospitato Bebo in questi mesi ha deciso di tenerlo con sé,

Ormai è sicuro. Possiamo gridarlo a gran voce: BEBO HA UNA CASA PER SEMPRE!!!!!!!

Non riusciremo mai a ringraziare abbastanza Flavio ed Hilkka per aver accolto il segugio biondo (e prima di lui Zagor,Orion, Duffy , tuttora con loro, Artù. Olivia che invece non ci sono più). E non solo per questo. La decisione di adottarlo non è che l’ultimo, preziosissimo gesto d’amore per Bebo, da loro  accudito  giorno e  notte, mentre la sua vita era appesa ad un filo. Un grosso impegno, non solo materiale, ma anche e soprattutto emotivo.

Un ringraziamento sentito va anche ad altri volontari, in particolare a Francesco che ha seguito la vicenda senza risparmiarsi, ci ha creduto fino in fondo e non ci ha permesso di arrenderci, anche quando la rassegnazione aveva preso il sopravvento in molti di noi.

Un grazie speciale va a Karin, senza la quale niente sarebbe stato possibile. Lei sa…

E, per finire, vogliamo ringraziare tutti coloro che, dopo aver letto il nostro appello, si sono prodigati per condividerlo e hanno scritto per darci il loro sostegno. In particolare ringraziamo Laura G, che, domenica scorsa, ha offerto la sua disponibilità all’adozione di Bebo. Un gesto di grande sensibilità. Grazie davvero!

Che dire…in casi come questi, mi viene sempre in mente una frase di Calvino: “le fiabe sono vere”.

 

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Quasi un anno fa scrivevamo di Bebo, del suo bisogno di trovare una famiglia.

Oggi questo bisogno si fa più urgente, quasi vitale.

Il 15 Gennaio il nostro amato segugio è colpito da un’infezione che lo debilita e lo porta a sfiorare la morte.

In canile non è possibile seguirlo come sarebbe necessario.

Il  freddo intenso di quei giorni, nemico impietoso degli animali più fragili,rende tutto più difficile..

Ed ecco che una coppia di volontari dal cuore immenso gli offre ospitalità.

Per tutto questo tempo è stato assistito, curato e coccolato con infinita dedizione.

Si è quasi completamente ristabilito e a breve sarà possibile un suo rientro in canile

Siamo emozionati e felici, abbiamo davvero temuto per lui.

Pero’… c’è un però…

Ora Bebo  sa.

Sa che oltre le grate di un box c’è un mondo di cui, prima, ignorava l’esistenza. Lui, in canile da sempre...

Ora sa cosa significa avere un amico umano a portata d’abbraccio.

Ha conosciuto la dimensione rassicurante ed accogliente della vita familiare, assaporando una quotidianità fatta di semplici, preziosissime cose.

Se è sopportabile rinunciare a ciò che non si è mai avuto, è dolorosissimo perdere quello che si conosce e che è diventato tanto importante

Non vorremmo mai che si riaprissero per lui  le porte del canile.

Non lo vorrebbe la famiglia che l’ha ospitato fino ad ora, combattuta tra il desiderio di tenerlo per sempre e

l’impossibilità di farlo.

Non vorremmo mai che si spengesse quello stupore gioioso che si è acceso nei suoi occhi dopo tanto tempo, dopo tanta solitudine.

Sarebbe un po’ come tradirlo.

Se solo riuscissimo a trovare una persona speciale disposta ad adottare questa creatura dolce e timida!

ci proviamo…

Lo dobbiamo a lui che con forza e dignità ha lottato per la vita

Lo dobbiamo a chi ha lottato con lui e mai ha pensato di essersi sobbarcato un peso emotivo troppo grande

 

Aprile 2011.

1 piano Mi chiamo Bebo, sono un segugio e vivo in canile da quasi quattro anni. Ricordo benissimo il giorno in cui il mio compagno umano mi abbandonò: era il 27 Agosto del 2007 e faceva molto caldo. Quel pomeriggio salii in macchina felice, pensando di andare a fare la solita passeggiata. Invece, poco dopo, mi ritrovai da solo in un luogo sconosciuto. Il mio “amico” se ne era andato, senza una parola.

Ho sofferto tanto perché gli volevo bene. Lo amavo e lo rispettavo, anche se lui non sempre era gentile con me; spesso si arrabbiava perché a caccia non ero granché: temevo il rumore assordante degli spari e rimanevo impietrito per lunghi minuti. Qualcuno dice che sono stato abbandonato proprio per questo. Io non so cosa pensare…non mi è facile capire gli uomini…

I primi tempi, in canile, sono stati difficili. Ero affranto, non avevo voglia di mangiare, né di uscire dal box. Sobbalzavo al minimo fruscio, temevo ogni volto ed ogni movimento. Se avessi potuto esprimere un desiderio avrei chiesto di diventare invisibile.

Ma il tempo, la dedizione e l’amore fanno miracoli e pian piano sono uscito da quel mondo di ombre in cui i fantasmi del passato si mescolavano alle paure del presente.

A piccoli passi ho imparato a fidarmi dei volontari che, con pazienza, hanno saputo rispettare i miei tempi e placare le mie ansie. Il mio cuore, oggi, è gonfio di riconoscenza per loro. Alcuni si commuovono ancora quando sollevo delicatamente le zampe e li abbraccio con tutto l’affetto di cui sono capace. Ora sono davvero più sereno. Certo, la vita in canile è noiosa, però si mangia bene, veniamo accuditi con amore e abbiamo un bello spazio per correre e giocare. Con i miei simili mi trovo bene, vado d’accordo con tutti. Ho sentito dire ai volontari che sono un cane d’oro. Loro desidererebbero tanto che una famiglia paziente ed affettuosa mi adottasse. Purtroppo, però, nessuno mi nota perché non do confidenza agli estranei e quando arrivano i visitatori corro a nascondermi nel bosco. In passato altri cani timidi come me sono stati adottati. Ma forse loro erano più belli….

Io non mi piaccio tanto perché ho le zampe lunghe lunghe, sono magro come un grissino e ho una lingua grandissima. E non è tutto: ho dei buffi peli sul dorso, una specie di criniera ruvida. I volontari dicono che non è un difetto ma una simpatica caratteristica che mi rende unico. Sarà…

Ho cinque anni, quattro li ho trascorsi in canile. Praticamente tutta la vita. Ormai questa è la mia casa. Però non smetto di sognare che prima o poi qualcuno mi scelga. Mi piacerebbe tanto dormire in una cuccia morbida e calda!

Spero che un giorno una persona speciale, magari dopo aver letto queste righe, venga al canile chiedendo di me. Vi prego, non prendetevela se non vi correrò subito incontro per farvi le feste! Ho bisogno di un po’ di tempo prima di fidarmi, ma quando avverrà il mio abbraccio sarà sincero, intenso ed esclusivo.

Elisabetta M., Casentino 2000, Aprile 2011

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