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14 aprile 2008

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LA TOSCANA PRESENTA LE NUOVE NORME : VIA I DIVIETI NEI LOCALI PUBBLICI

DAL TEATRO AL RISTORANTE: UN POSTO ANCHE PER I CANI.



FIRENZE - Un paio di mesi, tre al massimo. Poi, per gli animali domestici toscani, il grande tabù sarà cancellato. Per sempre. Fido potrà seguire il padrone in trattoria o nel ristorante di lusso, al teatro, al cinema, persino al museo; Laica potrà accucciarsi sotto l' ombrellone delle spiagge vip della Versilia, Silvestro fare le fusa sotto il David di Michelangelo, Cip cinguettare dalla gabbietta accanto al padrone ricoverato in ospedale. Entro l' estate le barriere che fino ad oggi hanno diviso umani e animali potrebbero cadere e l' apartheid finire per sempre. Una proposta di legge regionale, primo firmatario Fabio Roggiolani, (Verdi) presidente della Commissione sanità della Regione toscana, prevede il libero accesso di tutti gli animali domestici nei luoghi pubblici con la sola discriminazione della buona salute e della pulizia. «Una tessera sanitaria certificherà vaccinazioni eseguite e stato di salute - spiega Roggiolani -. Gli animali dovranno essere tenuti al guinzaglio e non dovranno disturbare». Secondo gli estensori della legge, gli articoli che prevedono il libero accesso agli animali nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto saranno approvati senza problemi. «La maggioranza è d' accordo - spiega Roggiolani - perché la normativa è assolutamente in linea con lo Statuto, la Costituzione regionale, che prevede la non discriminazione degli animali». Serraglio aperto, dunque. Non senza polemiche. «Diffido di coloro che amano più gli animali degli uomini - dice Marcella Amadio, consigliere regionale di An -. Giudico la legge una boutade a scopo elettorale. Chi tutelerà le persone che hanno allergie al pelo? E l' igiene Roggiolani l' ha dimenticata?». Per Giovanni Braion, veterinario, direttore dell' Istituto zoo profilattico di Firenze, il problema igienico non esiste. «Se l' animale è curato e seguito con affetto dai padroni è come una persona. Già oggi gli animali entrano negli ospedali e sono protagonisti di terapie di successo. Semmai l' atipicità sta nei divieti assurdi, come al mare d' estate, non previsti da nessuna legge dello Stato, ma solo da regolamenti locali». Come quelli che vietano a Fido di andare in spiaggia. Roberto Santini, patron del Bagno Piero a Forte dei Marmi, la legge la vorrebbe approvare subito. Il bagno ospita ogni estate, fra gli altri, il presidente dell' Inter Massimo Moratti. «Che è padrone di Lillo, un cane eccezionale - racconta Santini -. Purtroppo i regolamenti comunali vietano l' ingresso di cani e gatti in spiaggia e il signor Moratti spesso deve anticipare il ritorno a casa per non lasciare solo Lillo. Spero che a partire da questa estate anche lui possa essere nostro ospite». Poi c' è chi la legge l' ha anticipata. Fulvio Pierangelini, il re degli chef italiani, al suo ristorante Gambero Rosso di San Vincenzo da tempo consente l' accesso a cani e gatti: «Se sono educati il mio ristorante è aperto. Certo, non cucino per loro, se mi chiedono filetto o branzino mi rifiuto, per una questione di dignità umana. Però, accanto al loro padrone, sono i benvenuti». La legge avrà regolamenti di attuazione. Che andranno a verificare i casi singoli. «È ovvio che nessuno porterà cani e gatti a un concerto del Maggio musicale - spiega Roggiolani - e il buon senso avrà un ruolo decisivo. Intanto, però, abbattiamo le barriere che segregano i nostri amici».

Gasperetti Marco
Corriere della Sera, 18 Marzo 2008, pag. 27





Nuovi dettagli sulla norma in discussione in Toscana



FIRENZE - Cani, magari dotati di sciarpa viola d'ordinanza, in curva Fiesole o, debitamente 'a cuccià, ad ascoltare un concerto con i padroni, oppure ancora sotto l'ombrellone.



La Toscana «libera» gli animali e pensa a una legge quadro per la tutela dei loro diritti, a partire da quello di stare il più possibile col proprio padrone. Si tratta di una proposta di legge presentata dai Verdi: in 37 pagine, oltre 70 articoli più tre allegati, c'è proprio tutto: si parte dalla promozione della «cura e della presenza degli animali quale elemento fondamentale e indispensabile all'ambiente» e si prosegue con indicazioni e regole per cani, gatti, tartarughe, aragoste e quant'altro accompagna la vita dei cittadini.




I CANI - Per i cani viene consentito l'accesso sui mezzi e nei luoghi pubblici, quali musei o teatri, stadi, parchi e giardini ma anche la possibilità, per gli anziani, di portare il fedele amico in casa di riposo e di non soffrire il distacco. Resta fermo, ovviamente, l'utilizzo di guinzaglio e museruola e anche il diritto, del proprietario del locale pubblico o di un cliente, magari allergico al pelo, di proibire l'accesso. Vengono vietati i combattimenti per animali: chi sgarra rischia una sanzione da 50 mila a 160 mila euro (e chi assiste rischia fino a 50 mila).




PELLICCE E PESCI - Stop anche alle pellicce di cani e gatti, ai circhi e agli spettacoli che utilizzano animali, all'utilizzo di metodi cruenti per limitare i danni dei colombi nelle città. I pesci, dice la prposta di legge, dovranno essere tenuti in coppia negli acquari, e questi non dovranno avere più la classica forma sferica; gli animali provenienti da paesi tropicali non dovranno essere lasciati all'aperto d'inverno; e se l'animale esotico deve essere alimentato con prede vive non si può vendere. Previsti anche, dove è più frequente il passaggio degli animali, i rallentatori del traffico.




ARAGOSTE IN CUCINA - La proposta di legge vorrebbe anche proibire di cucinare vive le aragoste ma, come spiega il consigliere regionale del Sole che ride Fabio Roggiolani, «probabilmente questa norma, insieme ad altre, come per esempio quelle che riguardano il divieto di vivisezione o l'istituzione di un servizio sanitario mutualistico interamente gratuito per gli amici a quattro zampe, verranno eliminate. Non vogliamo norme in contrasto con la legislazione nazionale o europea. E per quanto riguarda le aragoste, purtroppo, non esiste un metodo meno violento di ucciderle: l'unica soluzione sarebbe non mangiarle». «Resta comunque intatto - continua - lo spirito della legge, ovvero quello di eliminare l'apartheid degli animali e consentire loro, nel pieno rispetto della dignità e dell'intelligenza animale e anche umana, di stare accanto al padrone». La pdl piace anche all'opposizione. «Non ci sono pregiudiziali - afferma Anna Maria Celesti, consigliera di Forza Italia -: l'importante è contemperare i diritti degli animali con il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie e con le esigenze umane».

Fonte: CORRIERE DELLA SERA. it, 19 marzo 2008



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