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31 gennaio 2017

Uccisioni di cani e lupi

ENPA lancia mail bombing contro il Ministro Galletti e Coldiretti: diciamo no alla caccia al lupo. Riduzione tutele è incentivo al bracconaggio

Roma, 26 gennaio 20116386903_10154397125668224_1605104749227491209_n7L’Ente Nazionale Protezione Animali ha lanciato oggi, attraverso i propri canali Facebook  e Twitter una iniziativa di protesta su larga scala per dire no alla caccia al lupo. Caccia che, dopo un regime di protezione speciale di cui questa specie animale gode dal 1946, potrebbe diventare realtà tra pochi giorni. Il 2 febbraio, infatti, il Governo è chiamato ad approvare quello che paradossalmente viene chiamato piano di conservazione del lupo e che autorizza invece con una deroga gli spari contro il più grande predatore italiano, il quale – è bene ricordarlo – svolge una importantissima funzione di bioregolazione tre le specie presenti sul nostro territorio. Soprattutto tra quei cinghiali che ogni giorno si trovano al centrodi allarmi più o meno pretestuosi.
La protesta di Enpa è diretta, in particolare, contro il Ministro dell’Ambiente e contro l’associazione
agricola Coldiretti, soggetti ai quali deve essere ricondotta la “paternità” della deroga. Secondo Enpa, il titolare del dicastero dell’Ambiente, in ossequio alle proprie prerogative istituzionali, dovrebbe tutelare la biodiversità non certo di sponsorizzare uccisioni e abbattimenti, e dovrebbe anche confrontarsi con tutti i portatori di interessi, associazioni animaliste comprese, e non soltanto con gli allevatori. Ma la caccia al lupo è sostenuta anche da Coldiretti, già fautrice di campagne denigratorie contro i selvatici (cinghiali e, naturalmente, lupi). «I principali responsabili della presunta “emergenza” sono proprio gli allevatori, i quali molto spesso lasciano i loro animali animali incustoditi, senza alcuna protezione dai predatori. Invece, con buona pace di Coldiretti, per evitare le predazioni sarebbe sufficiente predisporre idonei ricoveri per gli animali. Le fucilate – spiega l’Enpa – non sono solo inutili, sono anche pericolose, soprattutto in un Paese come il nostro dove la piaga del bracconaggio rappresenta una grave emergenza ancora irrisolta». Le uccisioni previste dal piano avranno anche un altro effetto: quello di provocare un’escalation i cui primi segnali si vedono già in oggi. Infatti, in queste ore, proprio all’indomani del via libera della Regioni al piano lupo e dei nuovi comunicati allarmisti di Coldiretti, è stato trovato nel Grossetano il corpo di un lupo decapitato. «La riduzione delle tutele va di pari passo con l’aumento del bracconaggio. Il rischio più che evidente, più che concreto – prosegue l’Enpa – è che, a furia di parlare di uccisioni con il surriscaldarsi degli animi la situazione vada completamente fuori controllo. Per le persone e per gli animali».
Per aderire al mail bombing è possibile CLICCARE QUI: TROVERETE TUTTI GLI INDIRIZZI MAIL E I LINK DEI SITI A CUI INVIARE LA VOSTRA MAIL DI PROTESTA

Scrivete commenti o messaggi privati:

Scrivete mail a:
segreteria.capogab@minambiente.it, ufficiolegislativo.segreteria@minambiente.it, segreteria.vicecapogab@minambiente.it, segreteria.ministro@minambiente.it,

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1Più di 420 mila cittadini chiedono al Ministro Galletti di stralciare le parti contestate del Piano Lupo. No allo sterminio legale Più di 420mila i cittadini hanno aderito all'appello lanciato da Enpa attraverso la propria pagina Facebook per chiedere al Ministro dell'Ambiente di stralciare quella parte contenuta nell'ultima bozza del Piano di "Gestione del Lupo", dove, contrariamente alle dichiarazioni rassicuranti del Ministro, si fa riferimento alla possibilità di autorizzare massacri di lupi, di cani vaganti e randagi in aree rurali, compresi i meticci cani-lupo. Quest' ultima strada verrebbe percorsa attraverso una proposta di modifica della legge 281/91 per la prevenzione del randagismo, che, come riconosciuto nello stesso documento ministeriale, è stata continuamente inapplicata. «Quindi - spiega Andrea Brutti dell'Ufficio Fauna Selvatica di Enpa - invece di fare l'unica cosa sensata, vale a dire dare piena attuazione alla nostra normativa, si suggerisce una possibile apertura a soluzioni che contemplano l'abbattimento di animali, stimolata anche da rappresentanti istituzionali che evidentemente vogliono coprire anni di inadempienze. Cosa che, insieme alla stragrande maggioranza degli italiani, non siamo in alcun modo disposti ad accettare». E' proprio di questi giorni un servizio televisivo in cui è stata data voce a un cacciatore di frodo, il quale si è vantato pubblicamente di aver costruito trappole per strappare le labbra dei lupi, lasciandoli poi morire di stenti e sofferenze. Su questo, l'ufficio legale di Enpa si è già attivato. Immaginiamo dunque quali risvolti potrebbe avere su attività criminali del genere un alleggerimento del quadro normativo attraverso l'uccisione autorizzata di lupi e cani. «Invece di cedere alle pulsioni di allevatori senza scrupoli, che di fatto lasciano pascolare ovunque i loro capi, anche nelle zone interdette, reclamando così una sorta di "immunità di pascolo"; invece - prosegue Brutti - di dare seguito alle richieste di allevatori che spesso si rifiutano di applicare le più elementari misure di buon senso per garantire l'incolumità dei loro animali (cani da guardiania, ricoveri notturni, recinzione elettriche e sorveglianza), si parta da azioni di buonsenso e da elementi positivi che pure sono presenti nel Piano». Si riparta cioè dalla necessità di applicare i metodi ecologici anche promuovendo meccanismi che premino l'allevatore diligente e responsabile, dalle verifiche sull'applicazione della legge 281 e dalle relative sanzioni e, soprattutto, da stringenti controlli sul territorio per contrastare le uccisioni illegali che avvengono in particolare con trappole ed esche avvelenate. Un'esigenza - quella dei controlli - sempre più pressante anche alla luce dell'indebolimento del sistema di vigilanza territoriale, che nei fatti è stato smantellato con la smobilitazione del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Provinciale. «Non è più tempo di favole: la realtà- conclude Brutti - ci dice che sono i lupi a rimetterci nel contatto con l'uomo e non viceversa». - fonte

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13 settembre 2011

SONDAGGIO

Vi invitiamo a  votare  questo sondaggio sulla caccia del Corriere e a chiedere ad altri di votare. E’ molto importante,Grazie.

SONDAGGIO

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16 marzo 2010

Manifestazione contro la caccia

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COMUNICATO LAC (LEGA PER L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA), Marzo 2010 TOSCANA - LEGGE ANTICOSTITUZIONALE

La legge regionale sulla caccia n. 2 della Regione Toscana del 3 febbraio 2010, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 6 del 10 febbraio 2010, contiene numerose violazioni della normativa nazionale e comunitaria sull'argomento. Tra le violazioni più clamorose citiamo l'addebito dei danni causati dagli ungulati ai responsabili delle aree protette, qualora non attuino la "lotta ai nocivi"; il permesso di commerciare selvaggina morta anche proveniente da abbattimenti venatori; il consenso alla produzione, vendita e detenzione di trappole "selettive" (che non esistono); il consenso alla caccia in zone innevate; l'apertura della caccia a storno, tortora dal collare orientale e piccione di città; la mancata obbligatorietà del parere favorevole dell'ISPRA per l'attuazione delle deroghe.

La LAC con lettera dell'8 marzo 2010 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri dell'Ambiente e delle Politiche Agricole ha chiesto al Governo di impugnare la legge stessa alla Corte Costituzionale.

Legge della Regione Toscana del 3 febbraio 2010, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 6 del 10 febbraio 2010,   Testo

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3 febbraio 2010

Senato: toglie limiti temporali per attività venatoria

Il 28 gennaio Il Senato  ha approvato l’articolo 38 della legge comunitaria e ha inserito al suo un interno un emendamento che la strada alla caccia senza regole:si lascia alle Regioni la possibilità di estendere il periodo di caccia (attualmente compreso tra il 1° settembre ed il 31 gennaio).Il testo è stato approvato in Senato e deve tornare alla Camera prima della definitiva approvazione. Dovesse passare anche alla Camera, l’Italia diventerebbe uno dei Paesi più arretrati dell’Europa in materia di protezione ambientale e faunistica.
«I limiti della stagione sono saltati», protestano Lipu e Enpa i quali affermano che «a scanso di equivoci», con l'approvazione del testo della legge Comunitaria al Senato «è del tutto falso che i limiti primo settembre - 31 gennaio siano stati ripristinati dal subemendamento Ronchi alla legge Comunitaria, che semplicemente esclude dalla norma approvata tre specie di mammiferi». La verità è che «per decine di specie di uccelli, migratori e non, il governo sta chiedendo l'estensione della caccia ai mesi di febbraio, agosto e chissà cos'altro». Insomma, concludono, «un nuovo assalto alla natura».

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22 aprile 2009

Caccia: Legge comunitaria

LA REPUBBLICA

21 APRILE 2009

LA LEGGE

Caccia, arriva la legge liberi tutti Ambientalisti: "Specie a rischio".Una norma cancella i limiti: Italia sotto accusa perché permette di uccidere specie che l'Ue vuole proteggere

va0070104ROMA - Si potrà sparare a ferragosto, quando la città si trasferisce in campagna. A febbraio, mentre i migratori volano verso i luoghi della riproduzione. E poi, di deroga in deroga, i confini della stagione venatoria potrebbero allargarsi erodendo sempre di più il tempo della natura protetta. È la libera caccia versione due. Il primo tentativo del governo di far saltare le regole del gioco mettendo il fucile in mano ai sedicenni e permettendo di sparare a pagamento anche con il buio e sulla neve non ha avuto un buon indice di gradimento ed è rimasto prudentemente parcheggiato in Senato. Adesso il blitz si ripete alla Camera con maggiore accortezza: questa mattina si discute in commissione Agricoltura un testo in cui, camuffata sotto formule ambigue, si offre la possibilità di ampliare la stagione venatoria oltre i confini attuali che vanno dal primo settembre al 31 gennaio.
"È un capolavoro di retorica, nel senso peggiore del termine", spiega Danilo Selvaggi, responsabile Lipu dei rapporti con le istituzioni. "Si pretende di dare una risposta alle richieste dell'Unione europea che accusa il nostro paese di cacciare troppo e male, ma in realtà si propongono modifiche che peggiorano la situazione in modo drastico. Se questa legge venisse approvata la pressione dei cacciatori dilagherebbe: una volta saltati i paletti che fissano l'inizio e la fine della stagione venatoria le Regioni potrebbero decidere deroghe in ogni momento dell'anno. Uno schiaffo alla protezione della natura e all'Unione europea".
Contro questa proposta si è immediatamente mobilitato un fronte composto da oltre venti associazione ambientaliste (Lipu, Lav, Wwf, Legambiente, Enpa, Animalisti italiani, Fare Verde ecc; VEDI COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO e dai cacciatori che difendono la legge quadro e il legame con il territorio (Arcicaccia). In poche ore sono arrivate le adesioni di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, da Susanna Tamaro a Licia Colò, da Maurizio Costanzo a Danilo Mainardi, da Renato Zero a Marisa Laurito. E tra i parlamentari del Pdl c'è chi non ha gradito la deregulation selvaggia delle doppiette: Gianni Mancuso e Fiorella Ceccacci Rubino hanno presentato emendamenti per correggere la pressione degli oltranzisti della doppietta.

Anche all'interno del governo pare serpeggi un certo disagio. Un malumore aggravato dalla beffa che si aggiunge al danno: per far passare le misure anti europee si è usato lo strumento nato per sanare i contrasti con Bruxelles. Nella Legge Comunitaria è stato infatti inserito un emendamento firmato da due senatori del Pdl (Valerio Carrara e Sergio Vetrella) che cancella i termini di riferimento della stagione venatoria aprendo le porte a deroghe per allungare il calendario. Insomma l'Italia è sotto accusa perché permette di sparare a specie che secondo l'Unione europea vanno protette (ad esempio il fischione, la canapiglia, il mestolone) e invece di mettersi in regola getta le premesse per un altro contenzioso sui limiti della stagione venatoria che l'Europa ha fissato in modo da evitare lo sterminio dei migratori prima del momento della riproduzione.

ANTONIO CIANCIULLO

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21 aprile 2009

CACCIA SELVAGGIA: DAI SENATORI CARRARA E VETRELLA TENTATIVO MALDESTRO DI ALLUNGARE I TEMPI DI CACCIA

COMUNICATO STAMPA:Altura, Amici della Terra, Animalisti Italiani, Associazione Vittime Caccia, Fare Verde, Enpa, Greenpeace, Italia Nostra, Lac, Lav, Lida – Lega Italiana Diritti Animali, Legambiente, Lipu – Birdlife Italia, Memento Natura, Mountain Wilderness, No Alla Caccia, Oipa, Vas – Verdi Ambiente e Società, Wolfemergency, Wwf Italia “Atto gravissimo. Intervengano il Ministro Ronchi e il sottosegretario Brambilla, anche a tutela dei cittadini in vacanza”.

“E’ evidente che i senatori Carrara e Vetrella giocano a confondere le acque. Dichiarano una cosa ma ne votano un’altra, e il tutto nel tentativo di mascherare l’intento unico del loro emendamento: allungare i tempi di caccia”.

Lo affermano le associazioni Amici della terra - Animalisti Italiani – ENPA - Fare Verde - LAC – LAV – LIPU – Legambiente – WWF a proposito dell’approvazione in Senato, nell’ambito della Legge Comunitaria, ora alla Camera, di un emendamento che mira ad estendere i tempi della stagione venatoria.

“Un conto – dichiarano le associazioni - è infatti il recepimento di quegli articoli della direttiva che ancora mancano nell’ordinamento italiano, tra cui l’articolo 7.4 che riguarda la protezione completa degli uccelli in riproduzione e migrazione. In tal senso, la direttiva e la procedura di infrazione aperta contro l’Italia, chiedono a ogni Stato membro di prevedere l’esplicito divieto di caccia in questi periodi così delicati per gli uccelli. Il Senato ha invece approvato un testo blando e in sostanza tautologico, che prevede semplicemente la “tutela”, peraltro rimandandola alle regioni”.

“Appare allora opportuno ricordare ai senatori che la “tutela” è prevista sempre, in ogni fase e momento dell’anno, anche quando la caccia è consentita. Qui invece la direttiva e la procedura di infrazione chiedono quella forma speciale di tutela costituita dall’esplicito e completo divieto di caccia. La differenza, dunque, non è certo di dettaglio, e ben la conosce lo stesso senatore Vetrella quando dichiara testualmente che “la direttiva 79/409 impone agli Stati Membri dell’UE di vietare la caccia alle singole specie di avifauna nei periodi di fragilità biologica delle stesse”.

Evidente, quindi, l’infrazione presente nel testo approvato dal Senato: il divieto esplicito di caccia non c’è. Non solo: l’astratta forma di “tutela” individuata in alternativa non è nemmeno immediatamente prevista dallo Stato ma è rimandata, in modo generico, alle regioni. A cui, viene così passata la classica “patata bollente”.

“Tutt’altra cosa è invece il punto che riguarda specificamente i senatori Carrara e Vetrella. Il loro emendamento cancella la previsione che la stagione di caccia possa svolgersi al massimo tra l’1 settembre e il 31 gennaio. Una previsione stabilita dall’Italia nel 1992, come patto tra le varie parti sociali in causa e che rappresenta il cuore stesso della legge nazionale. Cancellare questa previsione, peraltro fuori dal contesto della riforma della 157 che si discute in Senato, è un atto di estrema gravità che riguarda non semplicemente le direttive comunitarie bensì la politica, la società, la correttezza dei pur difficili rapporti tra le parti. Ma soprattutto è un atto contro i cittadini italiani, che ora scopriranno come 5 mesi di caccia non sono ancora sufficienti e che potrebbero ritrovarsi i cacciatori nelle loro proprietà persino in estate, in pieno periodo di vacanza.

“Vista la gravità di questo evento, chiederemo già dalle prossime ore a tutto il Governo, a cominciare dal Ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi e dal sottosegretario al Turismo Michela Brambilla, di intervenire alla Camera e ristabilire i termini corretti della legge, per evitare l’ormai prossima condanna e per rispetto del 90% degli italiani che in tutti i modi stanno dicendo di no a questo nuovo, incredibile e invasivo assalto di caccia selvaggia”.

Parma, 27 marzo 2009

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20 aprile 2009

Caccia: aggiornamenti

Aggiornamenti sui nuovi, gravissimi, sviluppi riguardanti
l’emergenza caccia e le modifiche alla legge 157/92.

cacciatoreIl senatore Orsi non riesce più a continuare l’iter legislativo: questo grazie al grande scalpore che le proposte di deregulation hanno suscitato tra la popolazione, unito all’interesse dei mass media, ai dissensi politici, alle dichiarazioni di alcuni esponenti del Governo e certamente anche l’azione dell’Enpa e delle associazioni animaliste ed ambientaliste.
Tutto ciò ha indotto la lobby venatoria estremista e gli “armieri” a percorrere altre strade per sostenere “caccia selvaggia”: se quella intrapresa con Orsi non è percorribile, allora si tentano “blitz” in altre leggi. Ed è proprio questo ciò che è successo.
Nell’ambito della legge Comunitaria 2008 al Senato, che prevede l’adeguamento di alcune normative del nostro ordinamento alle direttive europee, sono state apportate modifiche alla legge 157/92 con il pretesto di rendere alcuni articoli conformi e di rispondere alle procedure d’infrazione che l’Europa, com’e’ ormai noto, ha inviato al nostro paese. Il testo così modificato, però, non risponde né risolve nessuno dei punti che l'Unione Europea ci contesta soprattutto nella procedura d'infrazione 2131/06, giunta ormai alla condanna finale. La parte più grave - e molto preoccupante - riguarda l’approvazione di un emendamento a firma dell’On. Carrara e On. Vetrella (che hanno già contribuito alla creazione del testo unico del sen. Orsi) che ha cancellato la forbice temporale entro cui poter svolgere l’attività venatoria, ovvero i limiti imposti dallo Stato italiano del 1 settembre / 31 gennaio rispettivamente per l’apertura e la chiusura della caccia. Questo vuol dire che, in pratica, si lascia alle regioni la facoltà di decidere sulla durata della stagione venatoria e che, nel migliore dei casi, la caccia si aprirà ad agosto e chiuderà a febbraio. Ora il testo passerà alla Camera: se fosse approvato così com’e’, in Italia si potrà cacciare per almeno sette mesi l’anno. Quello che è successo è stato un vero e proprio “blitz”, poiché si è svolto tutto in “sordina”, escludendo qualsiasi forma di partecipazione, anche delle associazioni ambientaliste ufficialmente presenti al “tavolo in materia di riforma della legge 157/92” dove si discuteva della proposta Orsi e quindi anche dell’ampliamento della stagione venatoria. La situazione è oltretutto molto complicata: si tratta di proporre – e fare assolutamente in modo che siano approvati - emendamenti ad un testo già modificato in Senato, e non – come nel caso del ddl Orsi – a discutere di modifiche che, seppur gravissime, dovevano ancora svolgere un determinato iter legislativo. La vera emergenza ora, non è il DDL Orsi, ma indurre il Governo e i parlamentari a emendare il testo della Legge Comunitaria alla Camera con un emendamento che sopprima quello di Carrara e Vetrella. L’attività di lobby che stiamo facendo è molto intensa, e ci vede mobilitati – in primis la nostra presidente – a contattare e chiedere colloqui con deputati ed esponenti del governo. Oltre a questo, altre importanti iniziative tra cui la seguente. Il 22 Aprile dalle ore 11: 30 alle 13:30 presso la sala del Garante a Montecitorio l’Enpa e numerose associazioni terranno una conferenza stampa con numerosi testimonial e parlamentari. Chiaramente, l’intento principale è sollecitare governo e parlamentari a reintrodurre la forbice temporale 1 settembre – 31 gennaio, ma anche di intervenire su altre importanti questioni: mentre la Commissione Europea contesta all'Italia di cacciare troppo e male, è assurdo che il nostro paese approvi alcuni articoli che faranno cacciare ancora di più e peggio! Chiunque abbia conoscenti, amici o voglia partecipare personalmente alla conferenza, me lo faccia sapere, è importante essere in molti. L’Enpa, unica associazione animalista ad essere sempre presente e ad avere un ruolo attivo e costante nella vicenda, tra l’altro con uno sforzo davvero notevole, si sta occupando anche dell’organizzazione dell’evento insieme a LIPU, WWF e Legambiente. Sarà mia premura informarvi sui partecipanti. Non abbiamo date precise, ma questa partita si giocherà entro i primi di maggio: i tempi sono veramente brevi. Nello scusarmi con alcuni di voi, poiché data l’urgenza e anche il clima di continua emergenza che stiamo vivendo, non ho risposto prontamente ad alcuni dei vostri quesiti, rimango a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti, visto il tema molto complesso, e vi rimando a successivi aggiornamenti. Vi ringrazio per l’attenzione. Andrea Brutti.

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25 febbraio 2009

Il Disegno di legge sulla caccia proposto dal senatore F.Orsi


Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: un disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E' firmato dal senatore Franco Orsi. VEDI DDL ORSI

Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze. La legge 157/1992, l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.

CONFRONTA L.157/1992 CON DDL ORSI

ECCO LA LISTA DEGLI ORRORI.

Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna. L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!

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Scompare la definizione di specie superprotette. Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.


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Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione. Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.

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Totale liberalizzazione dei richiami vivi! Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato. Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato. Uno per tutti!!! Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi…

700 mila imbalsamatori I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?

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Mortificata la ricerca scientifica L’Autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali. Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria. Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale.

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Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili. Un’incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette!

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Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale! Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!

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Licenza di caccia a 16 anni. Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili!

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Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera! Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”. Un vero e proprio Far West naturalistico.

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Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili. Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!

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Caccia con neve e ghiaccio. Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.

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Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli! Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!

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Ridotta la vigilanza venatoria. Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!

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Cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale. Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa.

E altro, tanto altro ancora.

Evitiamo che l’Italia precipiti in questa forma di barbarie. La natura è la nostra vita. Fermiamoli!!!

COSA POSSIAMO FARE?


* Diffondete questo documento


* Scrivete ai parlamentari,ai senatori della Commissione Territorio e Ambiente:

(Clicca qui per conoscere gli INDIRIZZI a cui inviare la protesta e scaricare un ESEMPIO DI MAIL ).

* Partecipate alle iniziative che saranno organizzate!


* Su FACEBOOK, L’ENPA ha creato una pagina, "No caccia selvaggia". Vi chiediamo di iscrivervi e di far iscrivere i vostri amici, dobbiamo essere in tantissimi

* Firmate la petizione on line (clicca qui)

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