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19 maggio 2008

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E.N.P.A

CANI PERICOLOSI O PROPRIETARI PERICOLOSI?


La questione sull’ordinanza Turco sui cani cosiddetti pericolosi non si è ancora risolta, ma un gruppo di politici attenti sta muovendosi nella giusta direzione. Si pone in questo periodo il rischio che l’ordinanza venga trasformata in legge, mantenendo anche alcuni dei punti fortemente criticabili per la correlazione tra razza e aggressività e per la “lista nera” delle razze considerate a torto predisposte a comportamenti più feroci.


Enpa, sostenuta dalle principali associazioni animaliste, sta continuando a lavorare perché non passi questo concetto di “cane pericoloso”, assolutamente privo di alcun fondamento scientifico. Alcuni parlamentari amanti degli animali, rappresentativi di diversi schieramenti politici ma uniti dall’intento di lavorare per la tutela degli animali e al contempo la prevenzione di incidenti, ha stilato una risoluzione da proporre in XII Commissione che impegna il Governo ad adottare le necessarie iniziative, anche di carattere normativo, assumendo quale fondamenti alcuni criteri tra i quali:

- la responsabilità del proprietario e/o del detentore del cane in riferimento, in primis, a principi quali: la scelta della tipologia del cane, l’educazione data al cane e se la persona è il primo acquisitore dell’animale o ne è entrato in possesso successivamente per motivi assistenziali o di rieducazione comportamentale;

- diffondere un’adeguata informazione circa le caratteristiche dell’animale tra coloro che si accingono ad acquisire a qualunque titolo un cane;

- fare in modo che le aziende sanitarie locali distinguano tra morsicature che rientrano nel normale repertorio comportamentale della specie canina e morsicature frutto di una alterazione del normale comportamento nel contesto specifico con lesioni gravi o con il rischio di future lesioni gravi; - individuare le professionalità in grado di affrontare un intervento correttivo terapeutico di medicina comportamentale;


- confermare, come da premessa dell’Ordinanza del 28 marzo 2007, il divieto di taglio di code e orecchie ai cani per fini estetici nonché la detenzione, la vendita e l’uso di collari o altri dispositivi elettrici;

- vietare qualsiasi esibizione, gara, addestramento intesi a esaltare la naturale aggressività o potenziale pericolosità di cani;

- superare il criterio delle razze nell’individuazione dei cani aggressivi, ricercando una soluzione stabile e non d’emergenza, come quella delle ordinanze fin qui emanate ricercando criteri oggettivi nell’individuazione del cane pericoloso



Fonte: ENPA. (Vedi)


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