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31 gennaio 2017

Uccisioni di cani e lupi

ENPA lancia mail bombing contro il Ministro Galletti e Coldiretti: diciamo no alla caccia al lupo. Riduzione tutele è incentivo al bracconaggio

Roma, 26 gennaio 20116386903_10154397125668224_1605104749227491209_n7L’Ente Nazionale Protezione Animali ha lanciato oggi, attraverso i propri canali Facebook  e Twitter una iniziativa di protesta su larga scala per dire no alla caccia al lupo. Caccia che, dopo un regime di protezione speciale di cui questa specie animale gode dal 1946, potrebbe diventare realtà tra pochi giorni. Il 2 febbraio, infatti, il Governo è chiamato ad approvare quello che paradossalmente viene chiamato piano di conservazione del lupo e che autorizza invece con una deroga gli spari contro il più grande predatore italiano, il quale – è bene ricordarlo – svolge una importantissima funzione di bioregolazione tre le specie presenti sul nostro territorio. Soprattutto tra quei cinghiali che ogni giorno si trovano al centrodi allarmi più o meno pretestuosi.
La protesta di Enpa è diretta, in particolare, contro il Ministro dell’Ambiente e contro l’associazione
agricola Coldiretti, soggetti ai quali deve essere ricondotta la “paternità” della deroga. Secondo Enpa, il titolare del dicastero dell’Ambiente, in ossequio alle proprie prerogative istituzionali, dovrebbe tutelare la biodiversità non certo di sponsorizzare uccisioni e abbattimenti, e dovrebbe anche confrontarsi con tutti i portatori di interessi, associazioni animaliste comprese, e non soltanto con gli allevatori. Ma la caccia al lupo è sostenuta anche da Coldiretti, già fautrice di campagne denigratorie contro i selvatici (cinghiali e, naturalmente, lupi). «I principali responsabili della presunta “emergenza” sono proprio gli allevatori, i quali molto spesso lasciano i loro animali animali incustoditi, senza alcuna protezione dai predatori. Invece, con buona pace di Coldiretti, per evitare le predazioni sarebbe sufficiente predisporre idonei ricoveri per gli animali. Le fucilate – spiega l’Enpa – non sono solo inutili, sono anche pericolose, soprattutto in un Paese come il nostro dove la piaga del bracconaggio rappresenta una grave emergenza ancora irrisolta». Le uccisioni previste dal piano avranno anche un altro effetto: quello di provocare un’escalation i cui primi segnali si vedono già in oggi. Infatti, in queste ore, proprio all’indomani del via libera della Regioni al piano lupo e dei nuovi comunicati allarmisti di Coldiretti, è stato trovato nel Grossetano il corpo di un lupo decapitato. «La riduzione delle tutele va di pari passo con l’aumento del bracconaggio. Il rischio più che evidente, più che concreto – prosegue l’Enpa – è che, a furia di parlare di uccisioni con il surriscaldarsi degli animi la situazione vada completamente fuori controllo. Per le persone e per gli animali».
Per aderire al mail bombing è possibile CLICCARE QUI: TROVERETE TUTTI GLI INDIRIZZI MAIL E I LINK DEI SITI A CUI INVIARE LA VOSTRA MAIL DI PROTESTA

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1Più di 420 mila cittadini chiedono al Ministro Galletti di stralciare le parti contestate del Piano Lupo. No allo sterminio legale Più di 420mila i cittadini hanno aderito all'appello lanciato da Enpa attraverso la propria pagina Facebook per chiedere al Ministro dell'Ambiente di stralciare quella parte contenuta nell'ultima bozza del Piano di "Gestione del Lupo", dove, contrariamente alle dichiarazioni rassicuranti del Ministro, si fa riferimento alla possibilità di autorizzare massacri di lupi, di cani vaganti e randagi in aree rurali, compresi i meticci cani-lupo. Quest' ultima strada verrebbe percorsa attraverso una proposta di modifica della legge 281/91 per la prevenzione del randagismo, che, come riconosciuto nello stesso documento ministeriale, è stata continuamente inapplicata. «Quindi - spiega Andrea Brutti dell'Ufficio Fauna Selvatica di Enpa - invece di fare l'unica cosa sensata, vale a dire dare piena attuazione alla nostra normativa, si suggerisce una possibile apertura a soluzioni che contemplano l'abbattimento di animali, stimolata anche da rappresentanti istituzionali che evidentemente vogliono coprire anni di inadempienze. Cosa che, insieme alla stragrande maggioranza degli italiani, non siamo in alcun modo disposti ad accettare». E' proprio di questi giorni un servizio televisivo in cui è stata data voce a un cacciatore di frodo, il quale si è vantato pubblicamente di aver costruito trappole per strappare le labbra dei lupi, lasciandoli poi morire di stenti e sofferenze. Su questo, l'ufficio legale di Enpa si è già attivato. Immaginiamo dunque quali risvolti potrebbe avere su attività criminali del genere un alleggerimento del quadro normativo attraverso l'uccisione autorizzata di lupi e cani. «Invece di cedere alle pulsioni di allevatori senza scrupoli, che di fatto lasciano pascolare ovunque i loro capi, anche nelle zone interdette, reclamando così una sorta di "immunità di pascolo"; invece - prosegue Brutti - di dare seguito alle richieste di allevatori che spesso si rifiutano di applicare le più elementari misure di buon senso per garantire l'incolumità dei loro animali (cani da guardiania, ricoveri notturni, recinzione elettriche e sorveglianza), si parta da azioni di buonsenso e da elementi positivi che pure sono presenti nel Piano». Si riparta cioè dalla necessità di applicare i metodi ecologici anche promuovendo meccanismi che premino l'allevatore diligente e responsabile, dalle verifiche sull'applicazione della legge 281 e dalle relative sanzioni e, soprattutto, da stringenti controlli sul territorio per contrastare le uccisioni illegali che avvengono in particolare con trappole ed esche avvelenate. Un'esigenza - quella dei controlli - sempre più pressante anche alla luce dell'indebolimento del sistema di vigilanza territoriale, che nei fatti è stato smantellato con la smobilitazione del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Provinciale. «Non è più tempo di favole: la realtà- conclude Brutti - ci dice che sono i lupi a rimetterci nel contatto con l'uomo e non viceversa». - fonte

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